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Yato: lampade da lavoro, ispezione e controllo colore
La collezione Yato verificata su EAD Shop comprende tre lampade con funzioni distinte: Headlamp For Colour Match per osservare colore e superficie con CRI96+ e tre temperature cromatiche, Workshop Lamp con emissione UV 390–405 nm per rilevare mezzi di contrasto compatibili e Neck Lamp con due LED orientabili per illuminare mantenendo libere entrambe le mani. Questa guida chiarisce quale luce usare, come impostare il controllo e perché luminosità, resa cromatica e UV non sono caratteristiche intercambiabili.
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Le tre lampade Yato disponibili su EAD Shop
Il catalogo live comprende Yato Headlamp For Colour Match, Yato Workshop Lamp e Yato Neck Lamp. La prima è una lampada frontale per l’osservazione del colore e dei difetti, la seconda è uno strumento UV da officina, la terza è una luce da collo orientabile. Tutte aiutano a lavorare con le mani libere o a rendere visibile una zona, ma producono informazioni differenti.
La scelta deve partire dalla domanda operativa. Se devi confrontare tinta, copertura e riflessi serve una sorgente con resa cromatica dichiarata; se devi individuare un tracciante fluorescente compatibile serve la specifica emissione UV; se devi semplicemente illuminare una cavità o una zona di preparazione può essere più pratica la Neck Lamp. Nella sezione illuminazione per detailing trovi il contesto completo delle lampade INDEX.
Headlamp For Colour Match: CRI96+ e tre temperature
La Headlamp For Colour Match presente su EAD Shop è identificata nella scheda come Yato YT-08490. I dati pubblicati indicano indice di resa cromatica CRI96+, flusso di 160 lm e tre modalità da 2700 K, 4500 K e 6500 K. Il sensore di movimento permette inoltre di accendere o spegnere la lampada con un gesto, utile quando si indossano guanti o non si vuole toccare il comando.
CRI elevato e temperatura colore non significano la stessa cosa. Il CRI descrive quanto fedelmente una sorgente riproduce i colori rispetto a un riferimento, mentre i kelvin descrivono la tonalità apparente della luce. Alternare le tre temperature può far emergere differenze che sotto una sola illuminazione restano nascoste; i 160 lumen indicano invece la quantità di luce e non garantiscono, da soli, una lettura cromatica corretta.
Controllare tinta, copertura e difetti con la lampada frontale
Per un controllo colore coerente osserva una zona pulita e asciutta, confronta pannello e riferimento alla stessa distanza e mantieni costante l’angolo della sorgente. Passa da 2700 K a 4500 K e poi a 6500 K senza cambiare contemporaneamente posizione o condizioni ambientali. In questo modo puoi capire se una differenza dipende dalla luce o dalla superficie.
Durante lucidatura o finitura usa luce radente e modifica lentamente l’angolo per cercare ologrammi, haze e residui. Una lampada frontale segue lo sguardo, ma può appiattire il difetto se resta perfettamente allineata con gli occhi: per questo è utile affiancarla, quando necessario, a una sorgente laterale. Non dichiarare concluso il controllo dopo una sola osservazione ravvicinata.
Workshop Lamp: UV 390–405 nm per diagnosi compatibili
La Yato Workshop Lamp della collezione non è una normale lampada per color matching. La scheda live la descrive come lampada professionale con diodo UV, intervallo 390–405 nm e fascio destinato a rendere visibile un mezzo di contrasto compatibile, per esempio durante la ricerca di perdite in un impianto di climatizzazione preparato con il tracciante previsto. Il dato di lunghezza d’onda è quindi centrale.
La fluorescenza compare soltanto se sostanza, concentrazione e lunghezza d’onda sono compatibili. Una macchia visibile sotto UV non identifica automaticamente origine o pericolosità: va interpretata nel contesto della diagnosi e confermata con il protocollo tecnico appropriato. Non usare la Workshop Lamp per valutare fedeltà della tinta e non attribuirle il CRI96+ della Headlamp.
Protezione IP65, resistenza IK07 e base di ricarica
Per la Workshop Lamp la scheda EAD Shop riporta protezione IP65 contro ingresso di polvere e getti d’acqua nelle condizioni previste dalla classificazione, resistenza meccanica IK07, autonomia dichiarata di 4 ore e 30 minuti e docking station con magnete integrato. Questi dati riguardano questa referenza e non vanno estesi automaticamente alle altre due lampade.
IP65 non significa che il dispositivo possa essere immerso, lavato con chimiche o utilizzato senza precauzioni in qualsiasi ambiente. Controlla sempre integrità di lente, corpo, porta e base prima dell’uso. Posiziona la docking station su supporto stabile, lontano da spruzzi e residui, e lascia raffreddare la lampada se il manuale lo richiede prima della ricarica.
Sicurezza durante l’uso della luce UV
Non dirigere l’emissione UV verso occhi o pelle e limita il tempo di esposizione. Usa i dispositivi di protezione indicati dal produttore del tracciante e dalla procedura di officina; mantieni lontani clienti e persone non coinvolte. Prima di oscurare l’ambiente elimina ostacoli, cavi e rischi di inciampo, perché una diagnosi visiva non deve ridurre la sicurezza della postazione.
Evita di usare la lampada in presenza di vapori infiammabili o in aree non compatibili con il dispositivo. Non guardare il LED direttamente e non affidarti a occhiali generici come unica protezione. Se il lavoro riguarda climatizzazione o circuiti pressurizzati, la lampada è soltanto uno strumento di osservazione: formazione, attrezzatura e procedura specifiche restano indispensabili.
Neck Lamp: due LED orientabili e regolazione continua
La Yato Neck Lamp è progettata per chi vuole mantenere le mani libere senza indossare una fascia frontale. La scheda riporta due LED da 150 lm, per un totale dichiarato di 300 lm, bracci flessibili per orientare i fasci e regolazione continua dal 100% al 10% in circa cinque secondi, con segnalazione luminosa al raggiungimento dei due estremi.
I due punti luce possono coprire lati differenti della zona di lavoro o convergere su un dettaglio. Regola prima i bracci, poi riduci l’intensità fino a ottenere contrasto senza abbagliamento. Due fasci incrociati troppo vicini possono creare riflessi e ombre multiple; una configurazione più aperta è spesso preferibile per vano motore, interni, passaruota e fasi di preparazione.
Magnete, cavo e filettatura da 1/4”-20
La scheda della Neck Lamp segnala magnete, cavo e filettatura da 1/4”-20 nella base, utilizzabile con un supporto o treppiede compatibile. La filettatura consente di trasformare una luce indossabile in una piccola sorgente fissa, mentre i bracci orientabili aiutano a costruire un’illuminazione laterale. Verifica sempre portata e stabilità del supporto.
Prima di affidarti al magnete pulisci sia la base sia la superficie di appoggio e controlla che non vi siano particelle abrasive. Non applicarlo su pannelli delicati o instabili e non lasciare che il cavo attraversi zone di passaggio o parti mobili. Una lampada fissata sopra una vettura deve avere un posizionamento che escluda cadute sulla carrozzeria.
Scegliere tra luce cromatica, UV e luce operativa
Scegli Headlamp For Colour Match quando il compito richiede resa cromatica, alternanza tra luce calda, neutra e fredda o controllo della finitura. Scegli Workshop Lamp quando il protocollo prevede un mezzo di contrasto fluorescente compatibile con 390–405 nm. Scegli Neck Lamp quando servono mobilità, mani libere, due direzioni di illuminazione e regolazione dell’intensità.
Le tre funzioni possono completarsi in una postazione, ma non sostituirsi. Una luce molto intensa non diventa automaticamente adatta al controllo colore; una lampada CRI non rileva necessariamente un tracciante; una UV non è l’illuminazione generale con cui verificare la tonalità. La categoria lampade per detailing permette di confrontare le referenze senza perdere questa distinzione.
Preparare la superficie e la postazione di controllo
Prima dell’ispezione rimuovi polvere, compound, polish, oli e residui che possono simulare o nascondere un difetto. Lavora su superficie fredda e asciutta; oscura solo quanto necessario e mantieni una luce ambiente controllata. Per la verifica dopo lucidatura usa il metodo di pulizia compatibile con la protezione prevista e non graffiare il pannello con un panno contaminato.
Stabilisci una sequenza ripetibile: vista generale, luce radente, variazione di distanza, variazione di temperatura quando disponibile e controllo da più angoli. Segna mentalmente o documenta la zona analizzata per evitare di correggere due volte lo stesso punto. Una lampada migliora l’informazione disponibile, ma il risultato dipende dal metodo con cui viene usata.
Autonomia, ricarica e gestione della luminosità
La Headlamp dichiara circa tre ore di lavoro; la Workshop Lamp circa quattro ore e trenta. Per la Neck Lamp la pagina live descrive la regolazione in funzione delle esigenze e del livello batteria, senza riportare nello stesso blocco una durata da trasferire come dato certo. Pianifica quindi la sessione leggendo la scheda di ciascun modello e mantenendo la carica adeguata.
Ricarica con alimentazione, cavo e base previsti, su superficie non infiammabile e ventilata. Non lasciare il dispositivo scarico per lunghi periodi e interrompi l’uso in caso di rigonfiamento, odore, calore anomalo o danni. Ridurre la luminosità può aumentare l’autonomia, ma non deve compromettere la leggibilità del difetto o la sicurezza della lavorazione.
Pulizia, conservazione e controllo prima dell’uso
Pulisci lente e corpo con materiale morbido e con il metodo ammesso, senza solventi aggressivi o immersione. Sudore, polish e polvere sulla lente riducono contrasto e possono alterare la distribuzione del fascio. Controlla elastico della Headlamp, snodi della Neck Lamp, magneti, filettatura e docking station prima di iniziare.
Conserva le lampade asciutte, protette da urti e lontane da calore eccessivo. Non riporle accese dentro una borsa e non lasciare oggetti metallici liberi vicino a contatti o magneti. Apri la scheda del singolo prodotto per disponibilità e istruzioni aggiornate: la collezione verificata comprende tre referenze, ma dotazioni e condizioni commerciali possono cambiare.
Un protocollo Yato semplice e verificabile
Definisci prima l’obiettivo, scegli la lampada corrispondente, prepara la superficie, imposta intensità e direzione e controlla da almeno due angoli. Nel color matching registra anche la temperatura; nella diagnosi UV registra tracciante e condizioni; nell’illuminazione operativa evita ombre che nascondono l’area. Modificare una variabile alla volta rende il risultato confrontabile.
Yato Headlamp For Colour Match, Workshop Lamp e Neck Lamp formano così una piccola gamma complementare. La prima privilegia qualità cromatica, la seconda una precisa emissione UV, la terza ergonomia e orientamento. Acquista in base al compito reale e non al solo valore in lumen; sicurezza, stabilità e manutenzione fanno parte della prestazione.
Domande frequenti
01Quanti prodotti Yato sono presenti su EAD Shop?
La collezione verificata mostra tre prodotti: Headlamp For Colour Match, Workshop Lamp UV e Neck Lamp a due LED orientabili.
02Quale lampada Yato serve per il controllo colore?
La Headlamp For Colour Match, con CRI96+ e modalità da 2700 K, 4500 K e 6500 K. CRI, temperatura colore e lumen descrivono proprietà diverse.
03La Yato Workshop Lamp è una normale lampada da ispezione?
È una lampada UV da 390–405 nm destinata a rendere visibili mezzi di contrasto compatibili. Non va descritta come luce CRI per valutare la tinta.
04La Neck Lamp permette di lavorare a mani libere?
Sì. Si porta al collo, dispone di due LED orientabili da 150 lm ciascuno e consente di regolare la luce dal 100% al 10%.
05Le specifiche IP65 e IK07 valgono per tutte le lampade Yato?
No. Nella collezione verificata questi dati sono riportati per la Workshop Lamp; non devono essere estesi alle altre referenze senza una specifica esplicita.


